Il 6G sarà realtà?

Il 6G sarà realtà?
Il 6G sarà realtà?
Il termine 6G sta per 6th generation che indica la sesta generazione delle tecnologie mobili. Con questo termine si intendono, infatti, i progetti, i prototipi, gli standard e le tecnologie che potrebbero portare ad un ulteriore sviluppo dei dispositivi mobile. Recentemente si sono diffusi quelli di 5th generazione, cioè il 5G, ma il 6G è realizzabile o resterà solo fantascienza?

Il 6G a cosa comporterebbe?

Al momento si sta diffondendo il 5G, mentre il 6G è al momento qualcosa di ancora molto teorico. Si presume, infatti, che questa nuova generazione potrà essere definita e commercializzata solo a partire dal 2030. Stando agli esperti potrebbe avere una velocità di trasmissione dei dati 10 volte superiore a quella attuale. Naturalmente proprio come le reti attuali, anche questa sarà una rete cellulare digitale. In vista di ciò, molte aziende di dispositivi mobili famose a livello internazionale stanno già cercando di creare progetti e prototipi per stare al passo con lo sviluppo tecnologico del prossimo futuro.

6G tra USA ed EU

USA

Secondo molti esperti gli Stati Uniti starebbero puntando e investendo molto sul 6G. Per quale motivo investire sulla tecnologia del futuro e non su quella attuale? Gli USA sono per certi versi indietro rispetto ad altri Paesi nella produzione di componenti 5G, per questo motivo vogliono volgere lo sguardo al futuro e investire nel 6G. Quindi stanno studiando standardizzazioni, prototipi e sviluppo di componenti che poi andranno a costituire questa 6° generazione. Già nel 2020, infatti, alcune grandi aziende statunitensi hanno deciso di riunirsi per discutere della Next 5 Alliance, cioè di discutere dei metodi e degli studi che potranno portare alla realizzazione concreta di questa nuova tecnologia. In questo modo gli USA rafforzerebbero la loro supremazia in ambito tecnologico.

Unione Europea

L’Unione Europea non è da meno, poiché anche lei ha intuito il potenziale di quella che potrebbe essere la nuova tecnologia mobile, per cui anche lei sta investendo in questo ambito. L’Istituto CEA-Leti, un istituto europeo che si occupa di sviluppo e progresso tecnologico, ha deciso di avviare un progetto europeo sul 6G. A questa importante ricerca parteciperanno 13 importante aziende di telecomunicazioni tra cui l’italiana Telecom. Lo scopo di questo progetto è quello di dedicarsi alla realizzazione di progetti e prototipi tecnologicamente innovativi che sono anche energeticamente sostenibili. La novità introdotta da questo progetto è quella di usare superfici intelligenti come ricetrasmettitori così da poter rendere usufruibile alla popolazione questa tecnologia del futuro.

6G vs Fantascienza

Tra le novità tecnologiche che potrebbe introdurre il 6G vi è la comunicazione attraverso gli ologrammi. Questa potrebbe sembrare fantascienza, ma in realtà ci sono già dei prototipi e altri si stanno progettando. In pratica dei sensori creano la conformazione 3D di una persona o di più persone e poi tramite degli occhiali speciali proiettano questa confermazione, creando un vero ologramma. L’utilità della nuova rete sarà quella di garantire una connessione veloce, stabile e con bassa latenza. Queste tre sono, almeno nella teoria, le specifiche che caratterizzeranno la nuova rete mobile del futuro. La realizzazione di questa nuova generazione di rete garantirà la proiezione audiovideo di un ologramma senza interruzioni o ritardi.

Verso il 2030

Sia CEA-Leti che gli USA concordano sul fatto che il 2030 potrebbe essere davvero la data di lancio e di diffusione di questa nuova tecnologia. Naturalmente ancora non vi sono certezze, poiché gli studi, le progettazioni e le ricerche si stanno conducendo proprio in questi anni. Ma come sarà realizzabile la sua diffusione? Sempre la CEA-Leti ha spiegato che per consentire la maggiore diffusione del 6G è essenziale utilizzare non solo antenne e ricetrasmettitori classici, ma bisogna creare una rete di connettività e di infrastrutture intelligenti. Ciò potrebbe significare che vari materiali come specchi, pareti, cartelloni o segnali stradali, potrebbero essere usati come terminali per la distribuzione e l’accesso a questa tecnologia. Attualmente si utilizzano le antenne e i ricetrasmettitori, però, non vi è una rete di infrastrutture organizzata in modo capillare che possono consentire a tutti di accedere al 5G. Invece, la progettazione e la successiva realizzazione di questa rete capillare, potrà aiutare la diffusione dello sviluppo mobile tra i cittadini e non solo tra le aziende. Naturalmente in tutto ciò si terrà conto della tutela ambientale, energetica e della salute dei cittadini.

Conclusioni

Internet ha cambiato in modo sostanziale la nostra società e inevitabilmente apporterà anche altri cambiamenti. Siamo ormai una società profondamente digitalizzata e connessa, per questo motivo è bene che la CEA-Leti in Europa e anche altri istituti a livello globale già da due anni fanno ricerche per soddisfare le esigenze di un futuro prossimo. Al momento il 6G non sembra pura fantascienza, non ci resta che aspettare il 2030.
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